E se tornasse ancora a soffiare quel vento di scirocco ?

A noi sembra sempre che i venti siano diversi mentre i continenti ce li dispensano sempre uguali.
Solamente li alternano a loro piacere, ti portano sabbia e acqua dai deserti,
ti scarruffano appena come le scie dei tir in autostrada, a volte te li prendi da tramontana di lato e a raffica, ai vincitori delle piccole sfortune capita anche il blizzard
Ma tutto passa e tutto ritornerà e sotto il casco sentiamo che Eolo è parte di noi, bizzarro appunto.
Ma c’è un vento che a me un po’ manca, un qualcosa di simile a quello leggero lungo costa, oppure quella brezza che in moto a spasso per una vallata alpina rinfresca, il bisogno di andare incontro all’ossigeno.
Quasi fossimo squali, sempre costretti al moto per non morire
Bene, allora anziché scrivere e ingolfare i già malandati neuroni, basterebbe prendere il motore e curarsi un po’.
In realtà, io, pensavo ad un altro genere di vento.
Quel vento fatto di pensieri e parole che il mio correre da indipendente e solitario ha un giorno incontrato sul web.
Scrissi, un po’ ironicamente, nella mia presentazione ai bandabonnisti, dello stile di questi modaioli neoclassici che al di là della marmitta mi parevano spiriti liberi, controcorrente
E l’elegante Eolo che produceva questo soffio, sintesi d’una filosofia condivisa fra non molti, si firmava “Ceccomannaro”
L’ho conosciuto per l’equilibrio delle sue risposte in qualsiasi situazione
Ho visto una mente di composto piemontese
Ho visto l’uomo di pensiero
Ho visto un’anima che ha guadagnato delle idee
Ho visto il rispetto per gli altri
La mia vena geneticamente polemica di medicea costituzione si è sforzata di trovarti crepe e stridii ma non sono riuscito a scovarli.
Ci sono persone che hanno il dono e l’interiorità di comunicare con gli altri, l’antitesi della trasmissione sincopata di Twitter o dell’esagerazione amicale di Facebook.
In questi brutti anni, per dirla alla Fossati, dove è raro leggere qualcosa che viene dall’essere di una persona e non dalle tastiere aduse al copia e incolla, i tuoi scritti sono una scintilla di quella rara e autentica semplicità che oggi sembra così difficile a realizzare.
Forse ti leggono in pochi, forse chi va in moto preferisce, nell’ebbrezza della velocità e nel sollazzo delle curve, eliminare il pensiero e banalizzarlo nella tecnica, la sensibilità, la voglia di capire richiedono molte energie.
Pochi iscritti ha la BB e la superficialità li può bollare da snob
Questi pochi però vorrebbero continuare ad ascoltarti, il silenzio, il lungo silenzio, è sempre troppo uguale a morte.
Tutto questo non è un complimento, nella nostra consistenza fisica potrebbe anche esserci la simpatia di un gatto verso l’acqua, però quel vento che ci hai sempre dispensato ha disegnato un sorriso e innescato pensieri che vorremmo ritrovare.
Io spero che questo piacevole scirocco torni a sentirsi, magari debole, magari a pezzi.
Anche solo un battito che serva a noi ma soprattutto a te, a darti vita

Posso anch’io dire … “O no ?”

Evançon