Aprile 2012

E se tornasse ancora a soffiare quel vento di scirocco ?

A noi sembra sempre che i venti siano diversi mentre i continenti ce li dispensano sempre uguali.
Solamente li alternano a loro piacere, ti portano sabbia e acqua dai deserti,
ti scarruffano appena come le scie dei tir in autostrada, a volte te li prendi da tramontana di lato e a raffica, ai vincitori delle piccole sfortune capita anche il blizzard
Ma tutto passa e tutto ritornerà e sotto il casco sentiamo che Eolo è parte di noi, bizzarro appunto.
Ma c’è un vento che a me un po’ manca, un qualcosa di simile a quello leggero lungo costa, oppure quella brezza che in moto a spasso per una vallata alpina rinfresca, il bisogno di andare incontro all’ossigeno.
Quasi fossimo squali, sempre costretti al moto per non morire
Bene, allora anziché scrivere e ingolfare i già malandati neuroni, basterebbe prendere il motore e curarsi un po’.
In realtà, io, pensavo ad un altro genere di vento.
Quel vento fatto di pensieri e parole che il mio correre da indipendente e solitario ha un giorno incontrato sul web.
Scrissi, un po’ ironicamente, nella mia presentazione ai bandabonnisti, dello stile di questi modaioli neoclassici che al di là della marmitta mi parevano spiriti liberi, controcorrente
E l’elegante Eolo che produceva questo soffio, sintesi d’una filosofia condivisa fra non molti, si firmava “Ceccomannaro”
L’ho conosciuto per l’equilibrio delle sue risposte in qualsiasi situazione
Ho visto una mente di composto piemontese
Ho visto l’uomo di pensiero
Ho visto un’anima che ha guadagnato delle idee
Ho visto il rispetto per gli altri
La mia vena geneticamente polemica di medicea costituzione si è sforzata di trovarti crepe e stridii ma non sono riuscito a scovarli.
Ci sono persone che hanno il dono e l’interiorità di comunicare con gli altri, l’antitesi della trasmissione sincopata di Twitter o dell’esagerazione amicale di Facebook.
In questi brutti anni, per dirla alla Fossati, dove è raro leggere qualcosa che viene dall’essere di una persona e non dalle tastiere aduse al copia e incolla, i tuoi scritti sono una scintilla di quella rara e autentica semplicità che oggi sembra così difficile a realizzare.
Forse ti leggono in pochi, forse chi va in moto preferisce, nell’ebbrezza della velocità e nel sollazzo delle curve, eliminare il pensiero e banalizzarlo nella tecnica, la sensibilità, la voglia di capire richiedono molte energie.
Pochi iscritti ha la BB e la superficialità li può bollare da snob
Questi pochi però vorrebbero continuare ad ascoltarti, il silenzio, il lungo silenzio, è sempre troppo uguale a morte.
Tutto questo non è un complimento, nella nostra consistenza fisica potrebbe anche esserci la simpatia di un gatto verso l’acqua, però quel vento che ci hai sempre dispensato ha disegnato un sorriso e innescato pensieri che vorremmo ritrovare.
Io spero che questo piacevole scirocco torni a sentirsi, magari debole, magari a pezzi.
Anche solo un battito che serva a noi ma soprattutto a te, a darti vita

Posso anch’io dire … “O no ?”

Evançon

Aprile 2011

Il vento è cambiato.

Non più teso e freddo; sono mulinelli gentili, tiepidi quasi, a muovere le foglie ed i pensieri. Lungo la strada è questo il pensiero che mi accompagna.
Nella cultura del popolo dei San, come i Boscimani chiamano se stessi, c’è un luogo chiamato “il posto di tutta la vita”. Un luogo sacro dove ci si reca solo per occasioni veramente molto importanti; per chiedere chiarezza e aiuto su questioni vitali alla Divinità. Da tanti anni il mio “posto di tutta la vita” è la Bessa; una distesa immensa di sassi, un paesaggio lunare, a ridosso della morena della Serra. E’ tutto quello che resta di una miniera a cielo aperto di epoca romana, attiva per un centinaio d’anni a partire all’incirca dal 140 a.C. Il silenzio e la pace che permeano questo luogo paiono trasportarti al di là delle quotidiane miserie e vedere l’alba esplodere nei suoi rutilanti colori è uno spettacolo magnifico. Quando devo fare una scelta difficile, impegnativa, quando ho bisogno di fare chiarezza nei miei pensieri, è qui che vengo a consultare me stesso, lontano da condizionamenti. Cosa che sto facendo anche oggi.
E seduto su un grande masso, mentre il fumo della sigaretta sale in una spirale sottile, nel silenzio cristallino, fra barbagli di luce porpora e violetta, ascolto i consigli sussurrati dai refoli di vento: forse un tramite con i fieri Salassi. Lei è un po’ più in là.
E’ con me da molto tempo e conosce questa mia abitudine; è già stata qui qualche volta. Quando ci siamo visti stamattina, all’arrivo dal lavoro, è rimasta un po’ sorpresa quando ho detto: “Vado nella Bessa, vieni anche tu?” Ma in poco tempo era pronta e adesso è lì, in silenzio, ad ascoltare i miei pensieri. Lo spettacolo del sole che nasce è terminato e io ho lo spirito leggero: so cosa devo fare. Lei aspetta, quieta, la sentenza.
Io mi avvicino, l’accarezzo e le dico: “ancora insieme, ancora quest’anno. Poi si vedrà”.
E lo so che vi sembrerà strano….. ma la Giallona, complice un raggio di sole, sembra farmi l’occhiolino dallo specchietto.
O no?

Ceccomannaro

Novembre 2010

Sembra che ci sia voglia di semplicità.
O almeno così si dice sulle riviste specializzate e nei saloni motociclistici. Anche i grandi Marchi, per giustificare il crollo delle vendite delle ipersportive, si appellano a queste argomentazioni. Ma una supersportiva di oggi è una moto facilissima da guidare… saper sfruttare adeguatamente tutto ciò che ha da offrire è invece affare da pochi e da farsi in pista. Quindi la moto “semplice” viene individuata in certi modelli con potenza non esuberante e un certo fascino retrò, come la Bonneville. Sarà pur vero che scollarsi dall’avvolgente sedile di un SUV e spiattellare le sole chiappe sulla sella della Bonnie èmeno rischioso che spiattellare l’intero proprietario su un muro guidando una racereplica; ma sia pur ridotto,il rischio c’è. Perché, secondo il mio modestissimo parere, più che la moto semplice serve il Motociclista preparato. Quel Motociclista che inizia a stare in moto con il classico cinquantino, poi si affina col centoventicinque prendendo confidenza con peso e potenza. Poi via via, seguendo gusto personale abbinato alla capacità. Come?
Dite che è un modo “vecchio” di vedere il Motociclista?
Può essere; ognuno ha diritto alle sue opinioni (sembra ancora così,per il momento). Però vi dico che è normale vedere certi “vecchi” (se si è vecchi a 50 anni) che hanno fatto la classica trafila di cui sopra, in sella a certi arnesi (come la Bonnie) bastonare solennemente giovani algidi in sella a razzi nipponici… e il problema non erano i razzi nipponici. Dite che può succedere anche il contrario? Beh,certo….si può anche vincere al lotto…

O no?

Ceccomannaro

Settembre 2010

Da un po’ di tempo non ci parliamo.
Non è un problema di tempo o di mutati interessi.
Semplicemente arrivano momenti in cui cí poco da dire e generalmente in BB le chiacchiere a vuoto sono poco apprezzate.
Giustamente.
Perché chi condivide la nostra filosofia di Motociclisti sa che sono molto meglio i fatti delle parole.
E i fatti si chiamano Viaggi.
Che non sono le piacevoli ìsgambateî del fine settimana, quei 150/200 chilometri fatti tanto per provare le ultime modifiche o vedere quella stradina così promettente.
I Viaggi sono quelli che volonterosi Soci organizzano per far sì che da tutta la penisola i BB arrivino in un determinato punto e inizino a divertirsi tutti insieme.
Magari facendo 8 ore di strada, due ore con la Banda e altre 8 ore per tornare a casa.
E quando durante líarco dellíanno il 50% della BB presente a questi Viaggi significa che tutto va come dovrebbe andare, come chi entra in BB si aspetta che vada.
Anche se parliamo poco.
Così, magari, quando parliamo diciamo le cose che contano davvero.
E non avendo le orecchie piene di parole, intendiamo bene ci che ci viene detto.
Quelli della BB che erano con me all’Ace lo ricorderanno: nelle soste le frasi erano poche, essenziali.
Bastavano gli sguardi a far apparire un mondo di emozioni; lo si vede anche dalle fotografie.
Così stato per Digione e poi per l’Isola di Man e per l’Austria e poi per chissà quanti altri Viaggi.
Quelli passati, quelli presenti e, ne sono certo, quelli che verranno.
Grazie a voi, BB, che ci siete e che viaggiate.
E io sono molto fortunato ad essere il Presidente della BB.
Perch so che servono poche parole perch mi capiate.

O no?

Ceccomannaro

Giugno 2010

Sono tempi, per così dire, un po’ confusi.
Per mesi ci hanno propinato la favola bella di un Paese che non aveva problemi di sorta mentre le menti meno “appassite”, guardandosi intorno, si domandavano attonite come si potesse credere a certe panzane. Pare che ora siano richiesti sacrifici per porre rimedio a guasti economici creati da chi sacrifici non ne ha fatti mai.
Naturalmente mi preoccupo, sia come Cittadino Italiano che come Motociclista Italiano.
E mi chiedo quale sia il senso di incentivi all’acquisto di frullatori da cucina mentre poco o nulla Ë stato fatto per incentivare l’acquisto di motocicli.
Eppure vantiamo nobili tradizioni in campo motociclistico e gloriosi Marchi meriterebbero rispetto ed attenzioni ben diverse sia da parte di certi “finanzieri”, che da quella della classe politica. Oppure, vedendo l’ottusità e la totale mancanza di conoscenza dell’argomento segnalata con le ultime disposizioni sulla sicurezza (sic!!) dei Motociclisti, forse sarebbe auspicabile che prima di parlare a vanvera qualche politico diventasse un Motociclista. Non un possessore di motociclo che, come ben sappiamo, é cosa più comune.
Naturalmente rimarrà una pia illusione.
Forse é per questo che, pare, la spesa per le “Auto Blu” raggiunge i 18 (diciotto) miliardi di Euro….. mentre i sacrifici che stanno per chiederci valgono 24 (ventiquattro) miliardi di Euro. Magari, se ci fossero le “Moto Blu”,dovremmo fare meno sacrifici.

O no?

Ceccomannaro

Marzo 2010

Era scritto nelle stelle.
Certo, il Toscano non lo sapeva; non ancora, almeno.
Sicché continuava a pulire la sua T100 bianca e nera con cura e tranquillità, godendosi il tepore di quella tarda mattina di inizio Giugno. I colli intorno a Firenze sotto ai quali era adagiata la sua casa, riscaldati dal sole, mandavano per l’aria un profumo d’erbe e di vita. Il Toscano accese una sigaretta e riprese la sua opera: curare la sua moto gli dava soddisfazione quasi quanto guidarla. Quasi.
Una folta criniera bianca, occhiali in metallo lucido e degli occhi da brigante su di un viso intrigante avevano un certo ascendente sulle donne. Così quando il Toscano con la sua Bonneville faceva la passeggiata a Piazzale Michelangelo, più di qualche sguardo femminile gli prendeva, per così dire, le misure.
Ma Renata l’aveva incontrata altrove.
Quella biondina dal naso camuso e dal fisico prorompente aveva posto fine alla sua carriera da scapolo. Il Toscano sorrise andando col pensiero alla notte appena trascorsa, intanto che cambiava le candele.
Gran donna, la Renata.
L’unico difettuccio era proprio legato alla moto. Certo, lei lo seguiva volentieri nelle gitarelle domenicali sennonché alla domanda :”ti sei divertita?” seguiva invariabilmente :” si, un’ c’è male… ma la tu’ guida..”
Altrettanto invariabilmente il Toscano interrompeva la frase;quell’accenno di critica al suo modo di guidare lo mandava in corto circuito.
“Senti bene, Chiappette d’oro, guido la moto da trent’anni e non c’è proprio niente che non vada; ho bastonato chiunque abbia provato a starmi davanti e questo è quanto”
A questo aggiungeva anche altro, per la verità, ma essendo in dialetto fiorentino stretto non lo riporteremo, per non gravare il lettore di una lunga traduzione.
Poi la Renata sapeva come fargli passare il malumore e tutto finiva lì.
Proprio mentre il Toscano stava dando il tocco finale agli specchietti comparve sull’aia la donna.
“Renata, oggi si va sulla stradina budellosa che corre sopra Firenze; si guarda il panorama e si corre un po’. Ti garba?”
“Mi garberebbe, ma vo’ ora con delle amiche; si fa due chiacchiere e ci si beve un caffettino. Sarà per la prossima”. Gli mandò un bacio con la punta delle dita e si avviò.
Un velo di disappunto comparve sul viso del Toscano, fugato velocemente dall’idea della corsa solitaria. E poi, al bivio per il Mugello c’era quel baruccio dove tutti i motociclisti si fermavano dopo le sfide… e qualche bella ragazza c’era sempre da poter ammirare. Poco dopo il Toscano e la sua Bonnie dondolavano sulle curve morbide dei colli fiorentini.
Ad un tratto la sua attenzione venne attirata da un rombo alle sue spalle; pochi istanti e una Truxton rossa lo sorpassò languidamente, e gli si piazzò davanti, invitandolo alla gara. Agitare un drappo davanti a un Miura avrebbe avuto lo stesso effetto.
Il Toscano scalò la marcia, aprì la manetta e si portò davanti all’incauto… solo fino alla prima curva dove la Trux lo infilò senza pietà.
“Ah, allora ci sai fare! E allora diamoci dentro e ti fo vedere chi l’è il Toscano”
Ma per quanto si impegnasse e desse fondo alla sua abilità, peraltro notevole, quella maledetta Truxton continuava a sculettargli davanti impertinente e leggiadra. Sicché si vide battuto e non gli restò altro da fare che seguire l’avversario fino al baruccio al bivio dove, come tradizione, avrebbe pagato da bere al vincitore.
Fermò la moto nel piazzale del bar, poco discosto dalla Truxton rossa. In quel momento il pilota si stava togliendo l’integrale ed esplose una zazzera bionda che lasciò interdetto il Toscano.
Poi la zazzera si voltò verso di lui, con un bel sorriso sotto al naso camuso e facendogli l’occhiolino lo apostrofò: ” ‘un guidi male, te l’ho detto… ma la tu’ guida l’è … lenta, caro il mio ometto…”
Il Toscano esplose in un ruggito che si diluì in una risata.
L’avrebbe sposata la Renata.

Storie da BB,
o no?

Ceccomannaro

Febbraio 2010

Eccoci.

Siamo partiti con la nuova stagione.
Il primo raduno ha visto una buona partecipazione e questo fa ben sperare per i prossimi incontri.
Si sa, io scrivo delle storie; ci metto un po’ di umorismo, qualche aneddoto.
Per quel che posso mi permetto persino qualche spunto filosofico.
Ma chi le fa, le storie, é la BB.
Chi termina di lavorare al sabato alle 13, mangia un panino e salta in moto per arrivare in tempo alla cena con gli amici.
Chi fa ammattire i compagni di lavoro per poter avere il cambio in “quel” fine settimana,per poter essere presente al raduno all’altro capo dell’Italia.
Chi mercanteggia con la gentil consorte: “..allora questo fine settimana andiamo all’Ikea ed il prossimo ti accompagno allo shop di Escada… in più porto via tutti i giorni l’immondizia…però il primo weekend di giugno mi aspettano al Raduno dellíOca Zoppa, non posso mancare”
Sono solo alcuni esempi; ma quando si é insieme, con i piedi sotto ad un tavolo e un buon piatto sotto alla forchetta… ah, quante storie si ascoltano.
E io mi sento talvolta un privilegiato, perché posso condividerle con voi, queste storie.
Che parlano della vita di tutti i giorni.
Che parlano di persone normali che fanno cose straordinarie.
Certe volte, persone così diverse e con idee così distanti che non diresti mai che potrebbero trovarsi d’accordo su qualcosa.
Invece si parlano e,ancora più importante, si ascoltano.
E poi ci bevono su e ridono in compagnia e si divertono come dei matti.
Mentre sui giornali e in televisione si scrive e si parla di gente che crede di essere straordinaria e fa cose miserabili e grette.
Magari é perché non guidano una moto e non possono far parte della BB.

O no?

Ceccomannaro

Dicembre 2009

Così anche questo anno volge al termine.

Non é stato un periodo facile e i motivi di preoccupazione sono stati molti.
Una delle cose che ha contribuito sicuramente a regalarci momenti di serenità, é stata la nostra moto.
Magari non abbiamo potuto regalarle quegli ammortizzatori che le piacevano tanto, ma lei non lo ha fatto pesare e ci ha tenuto compagnia come sempre,senza tenerci il broncio.
L’altro fattore che ci ha aiutato a passare meglio questo 2009 é la BB; tanti gli appuntamenti e le occasioni díincontro.Sempre magnifiche le cornici fornite dalle località visitate.
Sono parecchie le nuove adesioni e questo indica interesse e voglia di esserci.
Fra poco avremo modo di pubblicare il calendario per gli eventi 2010 così ognuno di voi potrà pianificare al meglio le sue sgroppate.
La speranza, mia e del Consiglio tutto, é quella di vedere ancora quel serpentone di moto che si arrampica sui tornanti di montagna o ancora una bella parata di Triumph parcheggiata in bella vista.

A tutti voi un sincero augurio di Buone Feste ed un arrivederci presto sulla strada.

Ceccomannaro